Eremi d’Abruzzo: Celestiniano di Sant’Onofrio al Marrone

Ciao ed eccoci ad un nuovo articolo del nostro amato Blog. A poche ore dalla Pasqua vogliamo cogliere l’occasione per parlarvi di uno degli eremi più famosi in Abruzzo, facciamo riferimento all’Eremo di Celestiniano di Sant’Onofrio al Marrone. Scopriamo tutte le caratteristiche di questo luogo stupendo nelle righe che seguono.

Continua a leggere e scoprirai una storia affascinante tra re ed eredi, tra castelli e complotti. Ma non perdiamo altro tempo e cominciamo subito.

 

Prima di partire: ma cos’è un eremo?

Prima di cominciare il nostro viaggio tra gli eremi abruzzesi ci sembrava giusto chiarire anzitutto cos’è un eremo. Beh un eremo è un luogo di difficile accesso dove un singolo individuo o un gruppo di individui si isolano completamente dalla società che li circonda per isolarsi e dedicarsi completamente alla preghiera ed ai culti religiosi.

In pochi sanno che l’Abruzzo è la regione italiana che conta più eremi su tutto il territorio nazionale. Difatti questa ‘piccola’ regione conta un numero di eremi pari (o prossimo) al quelli presenti in Tibet.

E’ incredibile pensare che il Cristianesimo ed il Buddismo condividano il concetto di eremo e che tra l’Abruzzo ed il Tibet sia presente un numero di eremi similari. Incredibile vero?

Le forme e le strutture degli eremi cambiano in base a innumerevoli fattori ed elementi, ma ognuno di essi qui in Abruzzo presenta una sua storia, una sua particolarità tutta da scoprire.

Mettiamo da parte il Tibet e torniamo in Abruzzo alla scoperta dell’eremo di Celestiniano.

 

Celestiniano di Sant’Onofrio al Marrone

Pietro Angelerio, un grande protagonista della storia del papato romano, visse in quest’eremo gran parte della sua vita. Completamente devoto alle sue preghiere ed ai suoi voti. Qui difatti ebbe l’onore di ospitare il re Carlo d’Angiò ed il figlio Martello che gli annunciarono la nomina di Papa.

Tutto ciò decretò un grande cambiamento nella vita di Angelerio, ormai Papa Celestino V. In questi luoghi torno solo successivamente e trascorse gran parte del papato a Roma.

L’eremo nasconde numerose opere artistiche, si tratta di affreschi duecenteschi presenti soprattutto nell’oratorio. Affreschi realizzati da Giovanni Gentile durante il ritiro di Pietro nell’eremo. Lungo le paresti sono presenti altre opere artistiche che ritraggono la Crocifissione con Maria e Giovanni, ma è presente anche un’immagine che ritrae lo stesso Pietro in abiti papali.

 

Il fulcro dell’eremo: la grotta

Nella zona sottostante l’eremo sorge una piccola grotta, il luogo in cui Pietro dimorò nei primi tempi e dove è possibile ancora verificare ‘il calco del corpo’ di Celestino V. Anche in questo caso i fedeli si recano nella grotta per ottenere dei benefici per il corpo e lo spirito. Si, in gran parte degli eremi la fede si mescola con riti apotropaici ai quali i fedeli non rinunciano di praticare e credere.

Infine dalla grotta, il fulcro dell’intero eremo sorge una piccola sorgente d’acqua ritenuta benedetta e che viene raccolta dai numerosi credenti che ogni visitano questo luogo sacro.

 

Conclusioni

Anche per oggi è tutto. Grazie per aver letto il nuovo articolo del nostro Blog. Torna a trovarci per non perderti le novità sul nostro amato Abruzzo.

 

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